«L'Ipogeo? Un "bunker" costato 3 milioni di euro»

TERAMO – Fioccano le polemiche alla vigilia dell’inaugurazione della sala Ipogea più piccola, quella che ospiterà il “Museo della scultura” dedicato a Crocetti e Pagliaccetti. Dopo la presa di posizione di “Teramo 3.0”, arriva, oggi, la nota dei gruppi consiliari del Pd, Prc-Pdc e della lista civica Città di Virtù. La minoranza definisce «bunker» la sala Ipogea. «La cittadinanza – affermano i partiti di opposizione – deve sapere che questa opera è parte del famigerato Ipogeo, ossia 3 milioni di euro pubblici, non sufficienti per realizzare ciò che era stato annunciato, un percorso espositivo sotterraneo tra la Villa comunale e piazza Garibaldi». I giudizi e le definizioni si sprecano: la copertura esterna viene etichettata «grande catino arrugginito», «opera fallimentare», in più  la sala più grande, sottolinea l’opposizione, «non si sa a come e a spese di chi sarà utilizzata e non è nemmeno raggiungibile dalla saletta che aprirà in questi giorni». Nessun appunto sul valore dei due artisti scelti, ma più che altro sul metodo seguito: «scelte sulle gestione del patrimonio pubblico che sono state fatte in perfetta solitudine, senza considerare, ad esempio, un comitato scientifico deputato ad esprimersi». Si tratterebbe, quindi, di un «atto di autoreferenzialità e di arroganza che rischia di diventare il saldo di un debito di riconoscenza di alcuni amministratori nei confronti di Antonio Tancredi, primo proponente di questo omaggio alla scultura, i quali, rimasti ormai orfani della sua guida e della sua visione, si mostrano incapaci persino di ottenere la delibera di una scelta passando per un formale provvedimento del Consiglio Comunale, della Commissione Cultura o della Giunta stessa».

CORDONI (IDV): «PROGETTO INIZIALE STRAVOLTO» – E al coro delle polemiche si unisce anche Siriano Cordoni, attuale consigliere dell’Idv ed ex assessore alla Cultura del Comune quando fu ideato il progetto dell’Ipogeo. «La Sala ipogea, cioè grande sala espositiva per mostre temporanee sita tra la Pinacoteca e lo spazio, ex Provveditorato, che sarebbe dovuto diventare il museo della scultura. Invece tutto snaturato. Una frittata senza capo né coda». Cordoni, che definisce «stanzetta» quella dedicata a Pagliacetti e Crocetti, critica fortemente l’iniziativa «tinta del più banale provincialismo, fatta solo per far vedere che qualcosa si fa. Un’iniziativa buttata là senza un minimo di programmazione, senza una logica. Che male hanno fatto due dei più grandi esponenti della scultura moderna abruzzese per essere relegati in una  saletta programmata per ospitare conferenze e quindi solo sedie?». Cordoni sostiene quindi che un museo della scultura avrebbe meritato una più attenta riflessione e programmazione. «Mette i brividi – aggiunge Cordoni – pensare  che opere d’arte verranno esposte  belle allineate come in un banale negozio d’arte moderna. Mette tristezza pensare che un polo culturale, come la sala ipogea, prima ancora di essere inaugurata, venga snaturata per quel che doveva diventare e cioè luogo straordinario di esposizioni temporanee, capace di far tornare a essere Teramo punto incontro di grandi eventi culturali, capaci di farle tornare a recitare il ruolo di protagonista della cultura locale. E per ottenere ciò non basta l’inaugurazione di un apparente museo della scultura in una stanza nata solo per ospitare “conferenze inaugurative” di grandi mostre». Secondo Cordoni il progetto della sala ipogea prevedeva ben altro. «Chi ha programmato tutto ciò non ha guardato neanche una pagina del progetto della sala ipogea. Non ha letto ciò che voleva essere e purtroppo non potrà essere. Era ed è doveroso ricordare l’on. Tancredi, ma era ed è anche altrettanto doveroso, come faceva lui, pensare in grande.  Invece pur di far vedere, pur di dare in pasto all’opinione pubblica una apparente efficienza inaugurano non un museo, ma una stanzetta di Crocetti e Pagliaccetti».